La nuova adolescenza
Una fase complessa e unica
La gestione di un adolescente è spesso un’impresa complessa e a volte dolorosa sia per chi se ne prende cura sia per l’adolescente stesso. Esistono diversi strumenti e competenze che un genitore può sviluppare e mettere in pratica per rendere meno tortuoso questo passaggio verso l’età adulta. Conoscere meglio in cosa consiste questa fase può sicuramente essere di grande aiuto.
La molteplicità dell’adolescenza
Una premessa importante: non esiste un’unica adolescenza, ma molte adolescenze, perché ogni giovane, adolescente o pre-adolescente, ha caratteristiche e peculiarità individuali. Perciò non è possibile incasellare totalmente ogni persona in descrizioni generiche.
La lettura che segue è quindi una panoramica generale, che andrà sempre accompagnata da un’indagine diretta con l’interessato, la quale può davvero aiutare a comprendere i suoi bisogni, paure e desideri.
L’adolescenza di ieri e di oggi
Gli adolescenti di oggi sono diversi da quelli di circa vent’anni fa. I giovani delle famiglie di allora si confrontavano con divieti, regole e doveri molto presenti, in linea con il modello educativo tramandato per anni. Questo modello, vissuto dai genitori di oggi come troppo opprimente, rigido e severo, ha fatto sì che si adottasse un nuovo modello educativo più accogliente e stimolante.
I comportamenti degli adolescenti del passato erano spesso caratterizzati dalla ricerca di indipendenza e dalla sfida, per trovare una collocazione nella famiglia e nella società. Questi ragazzi si ribellavano ai limiti, a volte anche a violenze fisiche e non, per dimostrare al mondo di essere cresciuti e adulti, magari in modo estremo. Una volta trovata la loro dimensione e collocazione, spesso i vecchi dissapori si appianavano, recuperando una nuova armonia ed equilibrio.
I bambini di oggi hanno molte meno regole e sono stimolati a realizzare il proprio potenziale. L’era contemporanea investe molto tempo in attività ludiche, corsi e possibilità di espressione. Talvolta, questa spinta verso l’autorealizzazione anticipa i tempi, portando a una precoce “adultizzazione” dei bambini, che imitano adulti nel modo di vestire, comportarsi e parlare.
Le aspettative e i modelli sociali
Questo crea enormi aspettative sia nei genitori sia nei ragazzi diventati adolescenti. Il confronto, spesso irreale, avviene ogni minuto con i modelli proposti dai social e dai media.
Il peso per questi giovani è enorme: si trovano a dover affrontare aspettative legate a modelli quasi perfetti, anche se solo virtuali, con cui devono confrontarsi.
Insicurezza e comportamenti estremi
Qual è il risultato?
Fondamentalmente l’adolescente di oggi vive una forte insicurezza, motivo per cui può ritirarsi, come nel caso degli hikikomori, oppure lanciarsi in comportamenti estremi dove almeno c’è qualche possibilità di distinguersi dagli altri.
Il ruolo dei genitori
I genitori devono mantenere fede al loro ruolo educativo, che può prevedere anche rigore, ma allo stesso tempo cercare di comprendere che dietro le difficoltà legate alla scuola, alle relazioni o ai comportamenti c’è spesso un enorme senso di bassa autostima, troppo difficile da riconoscere o comunicare.
La parola d’ordine è credere e dare fiducia, quella stessa fiducia che potrebbe mancare ai loro figli. Questo può essere difficile, ecco perché è importante ascoltarli senza pregiudizi, chiedendo loro di spiegare ciò che desiderano realmente e come stanno.
Se il tema del dialogo è “come stai?” piuttosto che “perché hai fatto questo o quello?”, col tempo si sentiranno più rassicurati. Sapere che qualcuno, cioè gli adulti, è interessato al loro mondo emotivo e fa il tifo per loro, piuttosto che giudicarli in base alle aspettative, è fondamentale. Solo un adolescente con più sicurezza potrà diventare un adulto realizzato.
La rete di supporto
Quando la situazione si complica, è utile utilizzare la rete di riferimento che può avvicinare e rassicurare i giovani: docenti, figure adulte di riferimento, amici più grandi, parenti.
Il ruolo dei professionisti
Esistono anche professionisti come psicologi e psicoterapeuti che possono indicare e guidare meglio i genitori in queste circostanze o incontrare direttamente il ragazzo o la ragazza. Una figura esterna, almeno in fasi più critiche, ha spesso un accesso più facile all’adolescente proprio perché percepita come più “neutrale”.